Sala interna di Palazzo Vecchio con affreschi alle pareti e luce fioca che crea atmosfera storica

Firenze leggende e storie: guida ai misteri della città

Camminare per Firenze significa attraversare luoghi dove le storie si sovrappongono ai fatti verificabili in modo quasi inestricabile. Quasi mille anni di politica feroce, artisti geniali, congiure familiari e personaggi eccezionali hanno lasciato un deposito di racconti che nessuna guida riesce a contenere completamente.

In questo articolo troverai le storie più significative, divise tra quelle documentate, quelle probabilmente vere ma non verificabili, e quelle che appartengono alla tradizione orale senza pretese di storicità. Troverai anche gli indirizzi precisi dove queste storie hanno avuto luogo.

Le leggende più radicate della città

Una delle storie più diffuse riguarda la campana del Campanile di Giotto, chiamata “Berta” fin dal Medioevo. Secondo la tradizione popolare, il nome deriva da una donna condannata a morte e graziata solo a patto che suonasse la campana ogni giorno per il resto della sua vita. Non esistono documenti che confermino questa versione, ma il nome è attestato nelle fonti medievali e la storia ha continuato a circolare per secoli.

Altra vicenda molto radicata: dopo il fallimento della Congiura dei Pazzi del 1478, Lorenzo de’ Medici non si limitò a punire i congiurati fisicamente. Fece vietare l’uso del cognome Pazzi, negò ai suoi membri la sepoltura in terra consacrata e fece confiscare i palazzi di famiglia. Un ramo minore della famiglia riuscì solo decenni dopo a recuperare parte delle proprietà, ma la reputazione non si riprese mai. La vicenda è documentata e straordinariamente moderna nel metodo: non solo la violenza, ma la cancellazione sistematica dell’identità pubblica di un avversario.

Si racconta anche che Giotto, durante i lavori agli affreschi di Santa Croce, abbia ritratto il volto di un creditore insolvente tra i dannati dell’Inferno. La storia compare in varie versioni riferita a diversi artisti fiorentini, e sebbene non sia verificabile singolarmente, la pratica di inserire volti reali nelle scene infernali era diffusa e documentata nel Medioevo e nel Rinascimento.

Il fantasma di Palazzo Vecchio

Palazzo Vecchio concentra alcune delle storie più persistenti sul soprannaturale a Firenze. La figura più citata è quella di Gualdrada, nobildonna dell’alta Firenze medievale, la cui presenza si dice si manifesti nelle scale secondarie che portano ai piani alti dell’edificio. La storia appartiene al folklore cittadino e non ha basi documentarie precise, ma si ripete con regolarità.

Ben più documentata è la storia di Girolamo Savonarola. La cella dove il frate domenicano fu rinchiuso prima dell’esecuzione del 1498 è ancora visitabile. Savonarola aveva governato Firenze per anni dopo la cacciata dei Medici, predicando contro la corruzione, bruciando opere d’arte e libri in piazza, poi fu tradito, processato e impiccato in piazza della Signoria. Oggi una targa sul pavimento della piazza indica il punto esatto dell’esecuzione.

La notte che precedette la morte, Savonarola scrisse due versioni del Miserere nella sua cella. Uno dei manoscritti è conservato nel Convento di San Marco. Chi vuole vedere la cella può partecipare ai tour notturni del palazzo, organizzati alcune sere alla settimana in estate, a circa 20 euro a persona, con prenotazione obbligatoria sul sito del Museo di Palazzo Vecchio.

La storia del Corridoio Vasariano

Il Corridoio Vasariano è un passaggio sopraelevato di circa un chilometro che parte dagli Uffizi, attraversa il Ponte Vecchio e arriva fino a Palazzo Pitti. Vasari lo costruì in soli cinque mesi nel 1565, su commissione di Cosimo I, che voleva spostarsi tra le sue residenze senza scendere in strada e mescolarsi alla popolazione.

La leggenda più popolare parla di trappole mortali disseminate lungo il corridoio per eliminare chiunque vi transitasse senza autorizzazione. Non esistono prove di questo, ma il passaggio era certamente sorvegliato e riservato alla famiglia ducale e ai loro ospiti. L’idea di un’architettura segreta e letale si adatta bene alla figura di Cosimo I, che fu un governante cinico e capace.

Una vicenda documentata lega il corridoio alla seconda guerra mondiale: venne usato per nascondere opere trafugate dagli Uffizi e da altri musei fiorentini, sottraendole ai bombardamenti. I tedeschi che occuparono Firenze nel 1943-1944 fecero saltare quasi tutti i ponti sull’Arno, ma non il Ponte Vecchio. Una spiegazione ricorrente è che Hitler avesse visitato Firenze nel 1938 e avesse dato disposizioni specifiche di risparmio. Non è del tutto verificabile, ma il risultato è reale: il Ponte Vecchio è l’unico ponte medievale sopravvissuto intatto.

Il corridoio è stato oggetto di lavori di restauro prolungati. La riapertura avviene in fasi: per lo stato attuale dei lavori e le possibilità di visita, il riferimento è il sito degli Uffizi.

I sotterranei della città

Sotto il centro storico di Firenze esiste una stratificazione che va dall’epoca romana in poi. In diversi punti si sovrappongono fino a tre o quattro strati di strutture: fondamenta del I-II secolo d.C., murature medievali, ampliamenti rinascimentali e interventi moderni.

Il percorso sotterraneo di Santa Maria del Fiore è uno dei più accessibili. Scendendo sotto il pavimento della navata centrale si cammina tra i resti della cattedrale paleocristiana di Santa Reparata, demolita nel 1375 quando si costruì il Duomo attuale. Il percorso è incluso nel biglietto del complesso e include anche la tomba di Brunelleschi, morto nel 1446 e sepolto nella chiesa che lui stesso aveva contribuito a costruire.

Più difficile da visitare ma ugualmente interessante è il tratto del teatro romano di Florentia, visibile in parte attraverso griglie nel pavimento di alcune strade del centro. Firenze fu fondata dai Romani nel 59 a.C. con il nome di Florentia. Il teatro poteva contenere circa 3.000 spettatori. Frammenti delle mura romane emergono in diversi punti del centro storico, spesso inglobati nelle fondamenta di edifici molto più tardi.

Storie documentate che sembrano inverosimili

La vicenda di Brunelleschi e il concorso del 1401 è una delle storie più paradossali della storia dell’arte. Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti gareggiarono per la realizzazione delle porte del Battistero. Ghiberti vinse. Brunelleschi, profondamente deluso, abbandonò Firenze e si trasferì a Roma per anni, dove studiò metodicamente l’architettura antica. Tornò con conoscenze nuove che nessun altro architetto fiorentino possedeva, e quelle conoscenze gli permisero di costruire la cupola del Duomo. Se avesse vinto nel 1401, probabilmente avrebbe continuato a fare il cesellatore e l’orafo.

Giorgio Vasari è noto come autore delle “Vite degli artisti”, considerata la prima opera di storia dell’arte sistematica. Era anche un pittore di qualità mediocre che si promuoveva abilmente. Ha decorato il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio con affreschi che nessuno considera capolavori, mentre scriveva con entusiasmo delle opere dei grandi artisti che aveva incontrato o studiato. C’è qualcosa di istruttivo in questa combinazione: il miglior critico non è necessariamente il miglior pratico.

La storia di Isabella de’ Medici è più oscura. Figlia di Cosimo I, fu assassinata dal marito Paolo Giordano Orsini nel 1576 nella villa di Cerreto Guidi, fuori Firenze. La morte fu registrata come naturale. Il marito non fu mai processato, godendo della protezione della famiglia Medici che preferiva non alimentare uno scandalo. Il corpo di Isabella è a Firenze, nella Sagrestia di San Lorenzo, a pochi metri dalla tomba del padre che aveva taciuto.

Dove dormire a Firenze

Chi vuole esplorare i lati meno ovvi di Firenze, da Palazzo Vecchio alle storie dei sotterranei, ha bisogno di una base centrale che riduca i tempi di spostamento. The Key si trova in Via Cittadella 22, a 5 minuti dalla stazione di Santa Maria Novella. Piazza della Signoria, il Battistero e Santa Croce sono raggiungibili a piedi in un quarto d’ora. Tutti i dettagli su The Key.