Firenze e i Medici banchieri: come nasce il potere finanziario di una dinastia
Prima che i Medici diventassero mecenati, signori di fatto di Firenze e committenti di Botticelli e Michelangelo, erano banchieri. E prima di essere banchieri erano mercanti di lana. La loro e’ una delle ascese sociali piu’ rapide e piu’ documentate dell’Europa medievale. Capire il sistema finanziario che hanno costruito aiuta a capire perche’ Firenze e’ diventata quello che e’ diventata.
Come il Banco dei Medici ha cambiato la finanza europea
Giovanni di Bicci de’ Medici (1360-1429) e’ il fondatore del sistema. All’inizio del Quattrocento apri’ la sede principale del Banco dei Medici a Firenze e comincio’ ad aprire filiali nelle principali piazze finanziarie europee. Alla sua morte il banco aveva sedi operative a Roma, Venezia, Ginevra, Bruges e Londra.
Il meccanismo di guadagno principale era il cambio valutario. Il banco accettava depositi in una valuta e li restituiva in un’altra, trattenendo una commissione sull’operazione. Quando un mercante inglese voleva acquistare stoffe fiorentine, il Banco dei Medici gestiva la transazione guadagnando su entrambi i lati del cambio.
Il prestito ai re e alle istituzioni ecclesiastiche era la seconda fonte di entrata, ma anche la principale fonte di rischio. I sovrani europei non rispettavano necessariamente i propri debiti. Giovanni di Bicci aveva una regola: non prestare mai cosi’ tanto a un singolo cliente da dipendere dalla sua restituzione per sopravvivere. I suoi successori ignorarono questa regola con conseguenze che poi vedremo.
C’e’ un altro aspetto tecnico importante: la Chiesa vietava l’usura ai cristiani. I banchieri fiorentini avevano sviluppato strumenti finanziari che aggiravano formalmente questo divieto, come la lettera di cambio, uno strumento di credito che non aveva interesse dichiarato ma che incorporava il profitto nella differenza tra i tassi di cambio applicati all’andata e al ritorno. E’ un antenato diretto dei moderni strumenti di debito strutturato.
Da mercanti a signori di Firenze
Cosimo il Vecchio (1389-1464) trasformo’ il potere finanziario in potere politico. Lo fece senza mai ricoprire cariche ufficiali di rilievo: si definiva “il primo cittadino” e questo bastava. Il meccanismo era quello del clientelismo: quasi ogni famiglia fiorentina di rilievo aveva qualche rapporto finanziario con i Medici.
Cosimo finanziava le campagne militari del Comune, prestava denaro alle famiglie in difficolta’, pagava le opere d’arte nelle chiese del quartiere. In cambio si aspettava sostegno politico quando ne aveva bisogno. Non era corruzione nel senso moderno del termine, era il funzionamento normale della politica pre-moderna.
Quando i suoi rivali lo fecero esiliare nel 1433, la citta’ ando’ in crisi economica. L’anno successivo Cosimo torno’ a Firenze con un consenso che non aveva prima. Non era una coincidenza: aveva orchestrato il disagio finanziario dell’esilio attraverso i suoi agenti in citta’. Per il resto della sua vita governo’ Firenze senza un titolo ufficiale di potere.
I palazzi medicei: dove vivevano e come si rappresentavano
Palazzo Medici Riccardi in Via Cavour e’ il primo palazzo rinascimentale costruito per uso privato in Europa. Progettato da Michelozzo nel 1444, stabilisce un modello architettonico imitato poi in tutta Italia: facciata bugnata al piano terra, finestre bifore ai piani superiori, cortile interno con loggiato.
Cosimo rifiuto’ il progetto originale di Brunelleschi, che era troppo sfarzoso. Non voleva fare invidia ai concittadini con una residenza che sembrava un palazzo reale. Il progetto di Michelozzo era piu’ sobrio, pur restando chiaramente superiore a qualsiasi altra residenza privata della citta’.
La Villa Medicea di Careggi, nelle campagne vicino a Firenze, fu la residenza estiva di Cosimo e il luogo dove si riuniva l’Accademia Platonica. E’ visitabile, anche se i restauri hanno alterato parte dell’atmosfera originale.
Le ville medicee del contado, tra cui quella di Poggio a Caiano, mostrano l’altra faccia del potere mediceo: la prima villa rinascimentale progettata per il soggiorno estivo e non per la difesa. L’architettura comunica pace e ordine, non minaccia.
Il mecenatismo come strumento di potere
Lorenzo il Magnifico (1449-1492) e’ il medicea piu’ associato al mecenatismo artistico. Ma il mecenatismo mediceo non era semplice generosita’: era una politica culturale consapevole. Commissionare opere ad artisti famosi aumentava il prestigio della famiglia, legava gli artisti alla rete di protezione medicea, e diffondeva l’immagine dei Medici in tutta Europa attraverso le opere che i committenti stranieri acquistavano.
Lorenzo creo’ una sorta di accademia informale attorno a se’: Botticelli, il filosofo Pico della Mirandola, il poeta Poliziano, il filosofo neoplatonico Ficino. Gli artisti erano pero’ tenuti a produrre, a rappresentare la famiglia nelle opere, e a non avere committenti secondari significativi senza consenso.
Michelangelo visse a Palazzo Medici da adolescente, invitato da Lorenzo dopo che questi aveva visto la qualita’ del suo lavoro. Questo meccanismo di scouting del talento era uno degli strumenti del potere mediceo: controllare gli artisti migliori significava controllare anche la produzione culturale del tempo.
Il crollo del banco e la fine della dinastia
La linea maschile dei Medici si estinse nel 1737 con Gian Gastone, morto senza eredi. Ma il declino era cominciato molto prima.
Il banco falli’ nel 1494 per una combinazione di cause: i re europei non restituivano i prestiti, i direttori delle filiali straniere avevano fatto investimenti speculativi sbagliati, e Lorenzo il Magnifico aveva usato fondi pubblici del Comune di Firenze per coprire i buchi del banco privato. Quello che oggi si chiamerebbe appropriazione indebita.
L’ultima dei Medici con potere reale fu Anna Maria Luisa (1667-1743), che nel 1737 firmo’ il cosiddetto Patto di Famiglia con i Lorena, nuovi granduchi di Toscana. Nel patto cedeva tutte le collezioni d’arte dei Medici allo Stato, a condizione che non fossero mai portate fuori dalla Toscana e che restassero accessibili al pubblico.
Una clausola del patto specifica che le opere devono essere “per ornamento dello Stato, per utilita’ del pubblico e per attrazione dei forestieri”. Era una visione moderna di quello che oggi si chiama turismo culturale, scritta nel 1737. E’ grazie a quel documento se gli Uffizi e le collezioni medicee sono ancora a Firenze.
Dove dormire a Firenze
Per chi viene a Firenze da fuori citta, la posizione dell’alloggio fa differenza. The Key si trova in Via Cittadella 22, nel quartiere Porta al Prato, a cinque minuti a piedi dalla Stazione Santa Maria Novella. Palazzo Medici Riccardi e’ a 12 minuti a piedi, il Bargello con la sua scultura quattrocentesca a 18 minuti, gli Uffizi a 20 minuti: l’intera storia medicea di Firenze e’ raggiungibile a piedi dalla struttura. Tutti i dettagli su The Key.