Arte rinascimentale a Firenze: dove vederla e come capirla
Il Rinascimento non e’ un’etichetta da manuale scolastico. E’ una rivoluzione nel modo in cui gli esseri umani hanno deciso di rappresentare se stessi e il mondo attorno a loro: con regole geometriche, con luce fisicamente coerente, con corpi anatomicamente credibili. E’ iniziata a Firenze nel primo Quattrocento e da li’ si e’ diffusa in tutta Europa nel giro di un secolo.
Capire cosa stava succedendo mentre venivano realizzate quelle opere cambia il modo in cui le si guarda. Questa guida ti dice dove trovare il Rinascimento fiorentino, cosa osservare e come orientarti in una citta’ che ne contiene una quantita’ schiacciante.
Dove vedere il Rinascimento a Firenze
Il Rinascimento fiorentino copre circa 150 anni, dal 1420 al 1570. In quel periodo lavorano a Firenze o per committenti fiorentini: Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Alberti, Botticelli, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, Pontormo. La concentrazione di talento in un unico luogo e in un arco di tempo cosi’ breve non ha precedenti nella storia dell’arte occidentale.
I luoghi principali dove incontrare il Rinascimento: la Galleria degli Uffizi per la pittura, la Galleria dell’Accademia per la scultura, il Museo Nazionale del Bargello per la scultura del Quattrocento, le chiese per gli affreschi in situ, i palazzi medicei per l’architettura.
La scelta dipende dal tempo disponibile. Con un solo giorno: Uffizi al mattino, Bargello nel pomeriggio. Con due giorni: aggiungi l’Accademia e la Cappella Brancacci. Con piu’ tempo: aggiungi San Marco, la Biblioteca Laurenziana e Santa Maria Novella.
Gli Uffizi: cinque opere da non perdere
La Galleria degli Uffizi ha circa 3.000 opere esposte in 50 sale. Visitarla integralmente in un giorno e’ tecnicamente fattibile ma esteticamente controproducente: dopo la trentesima sala tutto si confonde.
La strategia migliore e’ identificare poche opere fondamentali e fermarsi davvero su quelle.
Sala 2: la Maesta’ di Cimabue e la Maesta’ di Duccio. Guardatele insieme alla Maesta’ di Giotto nella stessa sala. Stai assistendo in tempo reale al passaggio dalla pittura medievale piatta a qualcosa che inizia ad avere profondita’ e umanita’.
Sale 10-14 (Botticelli): la Primavera (1477-1478) e la Nascita di Venere (1485 circa). Questi non sono soggetti religiosi: sono riflessioni neoplatoniche commissionate dai Medici, costruite su un sistema allegorico complesso. Cerca il ritmo delle figure, la qualita’ lineare del contorno, il modo in cui i personaggi sembrano quasi galleggiare nello spazio.
Sala 15 (Leonardo): l’Annunciazione (1472-1475) e l’Adorazione dei Magi (1481, incompiuta). L’Adorazione e’ particolarmente rivelatrice proprio perche’ incompiuta: vedi il disegno preparatorio, la struttura compositiva che normalmente scompare sotto la pittura finita.
Sala 25 (Michelangelo): il Tondo Doni (1507), l’unico dipinto su tavola di Michelangelo conservato in questa citta’. Il gruppo della Sacra Famiglia ha una solidita’ scultorea che riflette la sua formazione primaria come scultore di marmo.
Corridoio est: non e’ una sala, e’ un passaggio. Le finestre danno sull’Arno con vista diretta sul Ponte Vecchio. Il contrasto tra le opere alle pareti e il paesaggio reale fuori e’ una delle esperienze visive piu’ singolari del museo.
Il David di Michelangelo: storia e contesto
Il David si trova nella Galleria dell’Accademia in Via Ricasoli. Biglietto 16 euro, prenotazione online obbligatoria (4 euro aggiuntivi), senza cui la fila in estate puo’ arrivare a 2-3 ore.
Il David fu scolpito tra il 1501 e il 1504. Michelangelo aveva 26 anni quando comincio’. Il blocco di marmo era gia’ stato abbozzato da Agostino di Duccio, che lo aveva abbandonato ritenendolo difettoso. Michelangelo lavoro’ su un blocco gia’ parzialmente intaccato, adattando la composizione ai limiti del materiale esistente.
L’opera e’ alta 5,17 metri. Non e’ il giovane stilizzato delle versioni medievali del tema biblico: e’ un adulto nel momento che precede l’azione, con i muscoli in tensione e lo sguardo concentrato su un punto lontano. Le mani sono anatomicamente piu’ grandi del normale rispetto al corpo: alcuni storici sostengono sia intenzionale, per enfatizzare il potere delle mani di chi lavora il marmo.
Una nota storica: il David era destinato alla sommità del Duomo. Quando fu completato, risulto’ troppo pesante e troppo fragile per essere sollevato. Una commissione che includeva Leonardo da Vinci e Botticelli decise di collocarlo in Piazza della Signoria, dove oggi c’e’ una copia. L’originale fu trasferito in Accademia nel 1873.
Le opere nelle chiese: gratis o quasi
Alcune delle opere piu’ importanti del Rinascimento non sono nei musei. Sono nelle chiese, spesso visitabili a costo minimo o gratuitamente.
La Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine conserva gli affreschi di Masaccio (completati da Filippino Lippi). Il ciclo delle Storie di San Pietro e’ considerato il punto di svolta della pittura rinascimentale: prospettiva coerente, luce naturale, figure anatomicamente credibili. E’ la prima volta che tutto questo compare insieme in un’opera su grande scala. Ingresso 10 euro. Orario giovedi’-domenica, 13:00-17:00.
Il Convento di San Marco in Piazza San Marco ha gli affreschi del Beato Angelico: ogni cella dei frati ha una scena della vita di Cristo, diversa dalle altre e calibrata per lo spazio. L’Annunciazione in cima alle scale e’ una delle composizioni piu’ note del Quattrocento. Ingresso 8 euro.
La Trinita’ di Masaccio in Santa Maria Novella e’ il primo affresco con prospettiva matematicamente corretta della storia dell’arte (1427). E’ attaccato a una parete della navata sinistra. Ingresso alla chiesa 7,50 euro.
Come guardare un dipinto rinascimentale
Guardare un dipinto del Quattrocento o del Cinquecento richiede alcune conoscenze di base sul contesto in cui fu realizzato. Queste opere erano oggetti funzionali: comunicavano storie religiose, glorificavano i committenti, dimostravano la competenza tecnica dell’artista.
Cerca il committente ritratto nel dipinto: e’ quasi sempre presente, di solito in un angolo, vestito da contemporaneo in mezzo alle figure bibliche. I Medici compaiono in decine di opere del periodo.
Cerca la fonte della luce: da dove viene, se e’ coerente con la composizione, come crea le ombre. Prima di Masaccio la luce nei dipinti non aveva una direzione logica. Dopo Masaccio, ogni pittore doveva fare i conti con la fisica della luce.
Cerca la profondita’: i pavimenti a scacchi, i colonnati, i paesaggi sullo sfondo. La prospettiva lineare fu sviluppata da Brunelleschi nei primissimi anni del Quattrocento, e da quel momento in poi ogni pittore competente doveva dimostrarne la padronanza.
Non cercare di decodificare tutto il simbolismo iconografico. Alcune chiavi di lettura richiedono anni di specializzazione. Concentrati su come il dipinto ti fa sentire e su quale problema tecnico l’artista stava risolvendo con quella composizione.
Dove dormire a Firenze
Per chi viene a Firenze da fuori citta, la posizione dell’alloggio fa differenza. The Key si trova in Via Cittadella 22, nel quartiere Porta al Prato, a cinque minuti a piedi dalla Stazione Santa Maria Novella. Gli Uffizi sono a 20 minuti a piedi, la Galleria dell’Accademia a 15 minuti, il Bargello a 18 minuti: tutti i musei principali del Rinascimento sono raggiungibili senza prendere nessun mezzo. Tutti i dettagli su The Key.